cinque osei + e –

L’AZIONE DELLE CINQUE OSEI + Y – NELLA CVP

 

Quando la osei verticale + e – (I e II) agisce nella CVP, si attiva il sistema nervoso centrale con la sua attività biologica pianificatrice, l’espressione della psiche contemplativa e osservatrice e la realizzazione del movimento ascendente: nel tendersi, erge la CVP verso l’alto e leggermente in avanti, stirando il collo; nel rilassarsi, verso il basso e lievemente indietro, agendo fondamentalmente a partire da testa-collo e dalla cavità cranica.

La sensibilità si focalizza sulla dimensione verticale del mondo e capta (in forma attiva in + e passiva-introvertita in – ) l’altibasso dell’onda, lo spazio globale, il tempo lontano, e la maggior quantità e varietà possibile di informazioni. (Vedi figura sotto).

 

osei verticale

5oseis_vertical

tensióne distensione

Quando la osei frontale + e – (V e VI) agisce nella CVP, si attiva il sistema motorio-combustivo con la sua attività biologica metabolico-respiratoria, l’espressione della psiche pragmatica o efficace e la realizzazione del movimento unidirezionale in avanti: nel tendersi, pone in modo retto la CVP proiettandola in avanti e leggermente in alto, alzando le spalle: nel rilassarsi, indietro, abbassandole; agendo fondamentalmente a partire dalle spalle e dalla cavità pettorale.

La sensibilità si focalizza nella dimensione frontale del mondo e capta (in forma attiva-estrovertita in + e passiva-introvertita in – ) il ritmo di avanzamento dell’onda, lo spazio direzionale o lineare, il futuro immediato e il percorso più dritto, breve nel minor spazio possibile.

osei frontale

5oseis_frontal

tensione distensione

Quando la osei laterale + e – (III e IV) agisce nella CVP, si attiva il sistema digestivo-circolatorio con la sua attività biologica assimilo-circolatoria, l’espressione della psiche emozionale e mediatrice e la realizzazione del movimento destra-sinistra: nel tendersi, inclina la CVP su di un lato; si rilassa inclinandola nell’altro lato; agisce fondamentalmente a partire dalla zona media della schiena e della cavità addominale.

La sensibilità si focalizza nella dimensione laterale del mondo e capta (in forma attiva-estrovertita + e passiva-introvertita –) il timbro o l’armonico naturale dell’onda, spazio e tempo indefiniti relazionati a gusto e disgusto, la comunicazione-convivenza con gli altri, passarsela bene o male ed essere contento e animato o scontento e disanimato.

osei laterale

5oseis_lateral

tensione distensione

 

Quando la osei rotatoria + e – (VII e VIII) agisce nella CVP, si attiva il sistema eliminatorio con la sua attività biologica escretoria, l’espressione della psiche competitiva o conclusiva e la realizzazione del movimento di torsione (rotatorio). Nel tendersi, la CVP si torce da un lato; si rilassa detorcendosi dal lato opposto, agendo fondamentalmente a partire dalla cintura (giro vita) e dalla cavità urinaria.

La sensibilità si focalizza sulla dimensione rotatoria del mondo e capta (in forma attiva-estrovertita + e passiva-introvertita –) l’intensità variabile dell’onda, lo spazio-tempo prossimo, lo spazio vitale minimo o quello del proprio territorio, la pressione degli stimoli vicini e la necessità di resistere o difendersi di fronte a loro.

osei rotatoria

5oseis_rotatoria

tensione distensione

 

Quando la osei centrale + e – (IX e X) agisce nella CVP, si attiva il sistema riproduttivo con la sua attività biologica di rigenerazione cellulare, l’espressione della psiche affettiva e assoluta e la realizzazione del movimento intero-esteriore (multi radiale): nel tendersi, compatta la CVP verso il suo centro, verso il basso e leggermente avanti; si rilassa proiettandola verso l’esterno, in alto e leggermente indietro; agisce fondamentalmente a partire dai fianchi e dalla cavità pelvica.

La sensibilità si focalizza nella dimensione centrale del mondo e capta (in forma attiva-introvertita in + e passiva-estrovertita in –) la densità dell’onda, lo spazio e il tempo infiniti, l’interiorità del proprio essere e gli stimoli esterni che vi penetrano, la forza multiradiale e assoluta dell’unione con il nostro nucleo, gli altri esseri come bisognosi di aiuto vitale (l’esempio più rappresentativo sono i nostri figli), la vita e la morte.

 

osei centrale

5oseis_central

tensione distensione

Il predominio dell’attivazione di una o un’altra osei dipende dal momento e dalle circostanze. Per esempio, un mammifero alza il collo-testa per rispondere a qualcosa di molto lontano; pone retta e verso avanti la CVP per avanzare; muove lateralmente la CVP e si mostra contento; lotta contro un invasore con la forza di torsione della sua CVP; o compatta la CVP nel periodo degli amori.

Può dipendere anche dai diversi condizionamenti avuti durante la vita. L’influenza del condizionamento, nell’attivazione di una o un’altra osei, è maggiore nell’essere umano dovuta alla speciale capacità di apprendimento della naturalezza dell’uomo sapiens sapiens e al fatto che ognuno nasce con la predominanza di alcune osei, fenomeno che chiamiamo taiheki.

 

la percepcione dello spazio di ciascuna osei

 

 

 

osei verticale

 

 

 

 

 

osei frontale

 

 

 

 

 

 

osei laterale

 

 

 

 

 

osei rotatoria

 

 

 

 


osei centrale

cervol

la psiche che nasce nell’organismo

LA PSICHE CHE NASCE NELL’ORGANISMO

 

La psiche cellulare

È solo una settimana dopo la fecondazione che le migliaia di cellule che ha generato la cellula fecondata comincia a raggrupparsi in cinque tipi iniziali. Poiché corrispondono a ciascuna delle cinque osei, li denomineremo: cellule I-II, osei verticale; cellule V-VI, osei frontale; cellule III-IV, osei laterale; cellule VII-VIII, osei rotatoria; cellule IX-X, osei centrale.

Ogni gruppo cellulare embrionario, nei suoi molteplici e complessi spostamenti, dispiega il movimento della osei che gli ha dato origine e genera nuove cellule con cui creare i tessuti, le cavità e il sistema organico delle sue osei. Le associazioni cellulari mostrano un comportamento specifico, percezione, memoria e intelligenza che chiameremo psiche cellulare.

Le cellule I-II creano i neuroni del sistema nervoso, che si dedicano ad interpretare e coordinare distinte informazioni per elaborare una pianificazione generale. Hanno bisogno di prendere distanza dalle altre cellule per poter così captare le informazioni nella loro globalità, come da lontano. Si associano tra loro in uno stretto ordine gerarchico. Formano anche la vista, l’unico senso che percepisce gli stimoli senza bisogno di un contatto. Con il movimento ascendente che gli è proprio e la loro qualità medulare-statica, manifestano una psiche cellulare osservatrice, distante e gerarchica, che chiameremo psiche cellulare contemplativa.

Le cellule V-VI creano le cellule del sistema muscolare-locomotore e respiratorio, che si dedicano a localizzare la funzione combustiva o metabolica. Sanno bene che deve essere efficace e realizzata il prima possibile, trovando il cammino più veloce e più corto, unidirezionale: danno origine all’inserzione dei muscoli, precedenza fino all’arrivo alle vie respiratorie, senza nessuna deviazione. Mostrano un calcolo esatto e un uso spaziale efficace. Con il loro movimento unidirezionale in avanti e la qualità periferica-dinamica, manifestano una psiche cellulare unidirezionale, pratica e efficace, che denominiamo psiche cellulare pragmatica.

Le cellule III-IV creano le cellule del sistema assimilocircolatorio, che si dedicano a ripartire l’alimento a tutto l’organismo. Per questo, agiscono in base al gusto e si associano stabilendo una rete di intercomunicazione bilaterale che permetta di animare in ogni momento l’organismo. Non obbediscono né all’efficacia né all’ordine gerarchico ma allo stato di contentezza o discontento delle cellule. Sanno giocare il ruolo di mediatrici, mettendo in comunicazione una parte dell’organismo con un’altra. Con il loro movimento destra-sinistra e la loro qualità periferica-dinamica, manifestano una psiche cellulare gustativa, comunicativa e mediatrice, che chiameremo psiche cellulare emozionale.

Le cellule VII-VIII creano le cellule del sistema urinario, che realizzano la funzione eliminatoria. Sanno distinguere lo spazio o il proprio territorio, vigilando sulle sostanze nocive per l’organismo, rivedendo la selezione effettuata, espellendo l’invasore, regolando la pressione e le forze debite e indebite, purificando l’organismo e proteggendolo dai nemici. Con il loro movimento rotatorio e la loro qualità periferica-dinamica, manifestano una psiche cellulare combattiva, territoriale e conclusiva, che denominiamo psiche cellulare competitiva.

Le cellule IX-X creano le cellule del sistema riproduttivo, rigeneratore cellulare e connettivo soggiacente. L’intensa vitalità permette loro di captare tanto la vita quanto la morte per poter realizzare la rigenerazione cellulare. Sanno come stabilire contatti intercellulari multiradiali per unire le diverse parti dell’organismo, comunicare con le cellule da nucleo a nucleo, captare l’interiorità, e perpetuare la specie. Lo fanno con tranquillità, nascoste nei distinti tessuti, esprimendosi solo quando arriva il momento. Con il loro movimento cellulare multiradiale e la loro qualità medulare-statica, manifestano una psiche cellulare intima, profonda e assoluta, che denominiamo psiche cellulare affettiva.

La psiche

Nei vertebrati, la psiche delle cellule si interconnette al cervello e si riflette nelle attività delle distinte zone cerebrali, costituendo la psiche dell’organismo o dell’essere vivente.

Coordina ed esprime le necessità vitali interne ed esterne dei cinque grandi sistemi organici, attraverso il midollo spinale o i nervi rachidei (soprattutto per le informazioni interne) e i cinque sensi o i dodici nervi cranici (soprattutto per le informazioni esterne).

La psiche e la sua attività cerebrale non è qualcosa di indipendente dalle diverse attività dell’organismo, ma è loro intimamente correlata. È una delle attività della osei.

la scoperta dello schema osei

LA SCOPERTA DELLO SCHEMA OSEI

 

Stabilendo la assoluta interdipendenza delle sue azioni nella CVP, vengono alla luce altre caratteristiche essenziali di ciascuna osei:

Osei medulari-statiche e osei periferiche-dinamiche

La qualità medulare* caratterizza le osei verticale (I y II) e centrale (IX y X), che formano le cavità cranica e pelvica, unite da un asse. I loro movimenti sono statici: ci permettono di rimanre apparentemente immobili.
Invece, la qualità periferica è propria della osei frontale, (V y VI), laterale (III y IV) e rotatoria (VII y VIII), che formano, rispettivamente, le cavità pettorale, digestiva e urinaria, organizzate intorno alla struttura medulare della CVP, strutturando il “forno vitale dell’organismo. I suoi movimenti sono dinamici: ci permettono di spostarci nello spazio.

 

*(N.d.T.): medulare è un termine perduto della lingua italiana. In spagnolo è di uso corrente con il duplice significato di midollare e essenziale. E’ tuttavia di uso corrente, con la stessa doppia accezione, nella lingua Rumena, alla nostra, storicamente collegata.


Osei f-e, osei bilaterale e osei circolare

Le osei verticale e frontale agiscono nel piano f-e, flesso-estensore o antero-posteriore. La osei laterale opera nel plano bilaterale, perpendicolare al piano f-e. Le osei rotatoria e centrale funzionano con una percezione circolare, dal piano f-e al piano bilaterale e viceversa.

 

verde: plano f-e
rosso: plano bilaterale
ocra: sentito circulare
tres_dimensiones

 

pelvis3colores pies3colores

 

Le tre regioni della CVP

La osei definisce tre regioni nella CVP, in consonanza con il piano-percezione in cui si manifesta l’azione delle cinque osei:

La regione f-e, della osei verticale (f-e medulare e statica) e frontale (f-e periferica e dinamica), occupa “gli estremi cranico e caudale”,
nella CVP generale: testa e cavità pettorale-spalle, punta del coccige e testa dei femori; in ogni cifosi e lordosi della colonna: cervicai C1-C2 e C7, dorsali D1-D4 e D12, lumbari L1 e L5.

La región bilateral, della osei laterale (bilaterale periferica e dinamica), occupa “la zona media”,
nella CVP generale: cavità digestiva; in ogni cifosi e lordosi della colonna: cervicale C4, dorsali D6-D9, lombare L2.

La regione circolare, delle osei rotatoria (circulare periferica e dinamica) e centrale (circolare medulare e statica), occupa le “zone intermedie” tra gli estremi e la parte media, soprattutto la “zona penultima”,
nella CVP generale: cavità urinaria e pelvica; in ogni cifosi e lordosi della colonna: cervicali C3 e C5-C6, dorsali D5 e D10-D11, lombari L3-L4.

tres_regiones

A differenza di pesci e rettili, che si muovono principalmente nel piano bilaterale, i mammiferi e gli uccelli utilizzano principalmente il piano f-e. Questa differenza fu decisiva nel processo evolutivo delle specie perché permise a questi ultimi di sviluppare il cervello, facendo coincidere nel medesimo piano f-e, il proprio sistema nervoso (sempre avanti e alto in qualsiasi essere vivente) con il movimento generale della CVP. La colonna vertebrale è una delle manifestazioni culminanti di questa evoluzione: le sue decisive “molle” (cifosi e lordosi) sono definite principalmente in questo piano f-e. In questo modo, in ciascuna cifosi o lordosi (anche se qualsiasi articolazione vertebrale risponde a tutti i movimenti):

 
L’azione f-e è maggiore negli estremi cranici e caudali,
regione f-e (verde)

 

L’azione bilaterale può essere maggiore solo nella zona media, regione bilaterale (rosso)

 

L’azione circolare si realizza nelle zone intermedie
tra estremi e zona media, soprattutto la penultima zona (che ha la forza necessaria per costituire la base), regione circulare (ocra)

tienda_india

 

apofisis_espinosa3colors

La apofisi spinosa della vertebra segnala la regione che gli appartiene:

definiscono il piano f-e / evitano di definirlo / aspetto intermedio

 

Questa formazione della colonna vertebrale è completa nella cifosi dorsale e nella lordosi cervicale; è semplificata nella lordosi lombare.
La incontriamo anche nella struttura delle membra (o estremità) e definisce anche la formazione cerebrale. In definitiva, in qualsiasi zona dell’organismo, sempre si stanno riproducendo con esattezza le tre regioni della CVP generale.

 

Regione f-e
extremo cranico e extremo caudale o bulbo rachideo
Lobi encefalici frontale, parietale e occipitale, bulbo rachideo
e zona antero-superiore del mesencefalo;
nervi cranici 1º-3º y 10º-12º
  cerebro_verde
Regione bilaterale
parte media
Lobo encefalico insulare, zona limbica
e zona postero-inferiore del mesencefalo;
nervi cranici 4º y 5º
  cerebro_rojo
Regione circulare
zona penultima
Lobo encefalico temporale, cervelletto e protuberanza;
nervi cranici 6º-9º e parte del 5º

 

 

cerebro_ocre

 

Siamo di fronte ad una scoperta storica, opera di Haruchika Noguchi, riguardante:
• la struttura del movimento spontaneo o della osei,
configurata dalle cinque osei + y –, osei I-X;
• la struttura della interrelazione delle sue diverse attività negli esseri viventi.

Questa struttura, adattabile a qualsiasi realtà, sia essa fisica, biologica, psichica o sociale, costituisce un nuovo modello o paradigma universale che chiamiamo schema osei.

cvp, struttura vitale dell’organismo

LA CVP, LA STRUTTURA VITALE DELL’ORGANISMO

 

Lungo l’arco di evoluzione delle specie, ogni osei ha promosso la formazione di un grande sistema organico, con la sua corrispondente attività biologica, e la sua determinata attività psichica e corrispondente attività cerebrale. A livello embriologico accade la stessa cosa: ogni osei genera un tipo di cellule iniziali, che andranno a formare il proprio sistema organico specifico, unito alla sua attività biologica, e psiche corrispondente alla peculiarità delle sue associazioni cellulari.

Nell’organismo dell’essere umano e in quello dei vertebrati, l’assoluta interrelazione delle cinque osei, i suoi movimenti base, i suoi grandi sistemi organici, attività biologiche, psichiche e cerebrali, hanno creato una struttura reggente dell’organismo che denominiamo con la sigla CVP:

C di cranio, V di vertebre, P di pelvi.

La CVP integra in una totale interdipendenza le sue componenti seguenti (l’esistenza di qualsiasi di queste necessita delle altre ed esige la sua interconnessione):

  cavità zona centro del sistema osei
azurro craneal testa nervoso verticale
verde pectoral spalle motorio-combustivo frontale
rosso digestiva ventre digestivo-circolatorio laterale
ocra urinaria cintura eliminatorio rotatoria
violetto pélvica fianchi riproduttivo-connettivo centrale

cinco_dimensiones

 

cinco_cavidades

apofisis_espinosa

Poiché la cultura dispone solo dei concetti di testa e tronco e cervello e corpo, nasce l’idea che la testa regga il tronco e il cervello governi il corpo. Certamente il cervello (sistema nervoso) riflette e coordina le distinte attività cellulari dei differenti sistemi organici e della loro psiche cellulare, però non regge la vita dell’organismo.
Precisamente fu l’organismo delle distinte specie che, nel corso del processo evolutivo, promosse l’apparizione e lo sviluppo della testa e del cerebro. I suoi milioni di cellule, della sua testa-tronco-membra, stanno formando la CVP affinché rappresenti la sua vita.

Quando la CVP attiva ciascuno dei suoi cinque movimenti, si mobilizzano i muscoli propri di ciascuna osei, unitamente alle vertebre specifiche in ciascuna cifosi e lordosi dell’asse vertebrale; si attivano gli organi delle sue cavità e le zone corrispondenti del sistema nervoso e del cervello insieme alla psiche particolare di ogni osei; e, a veconda delle necessità evterne, utilizza adeguatamente le sue membra-estremità (braccia-mani e gambe-piedi nell’essere umano; zampe nei quadrupedi; ali e zampe negli uccelli; pinne nei pesci).

 

L’azione di ogni osei nella pelvi umana

pelvis5colores

L’azione di ogni osei sulla pianta dei piedi

pies5colores

 

La CVP è la rappresentanza del nostro organismo perché costituisce la sua massima organizzazione di tutte le associazioni cellulari ed è la struttura reggente della nostra vita implicando con una assoluta interdipendenza le sue cinque modalità di espressione e le sue cinque capacità di reazione, le cinque + y – (I-X).

il movimento spontaneo, la osei

IL MOVIMENTO ESPONTANEO, LA OSEI

 

Il nostro organismo non è un ammasso indifferenziato di cellule, tessuti e organi. È un essere vivo formato da un ordine rigoroso, frutto di un gigantesco processo evolutivo, con la capacità di reagire alle più diverse situazioni allo scopo di mantenere il proprio equilibrio vitale, adattandosi all’ambiente circostante e trasformandolo.
Risponde a queste necessità, tanto interne quanto esterne, come un’unità, perché le sue diverse attività sono totalmente e assolutamente interdipendenti.

Haruchika Noguchi scoprì che questa capacità di risposta dell’organismo come unità era il lavoro di 5 movimenti in + e in – universali, tanto in tensione come in distensione, che agiscono nelle diverse attività energetiche (motorie, biologiche e psichiche) dell’essere vivente e che danno origine al movimento spontaneo.

Questa capacità naturale di reagire mediante l’assoluta interrelazione delle diverve attività, la chiameremo osei, che comprende que comprende cinque osei + y –, le modalità di manifestazione della vita (vedi figura sotto):

La osei verticale + y – (osei I y II) è fondamentale nel sistema nervoso e la vista; stabilisce la interrelazione naturale tra:
– il movimento ascendente
– l’attività biologica pianificatrice
– l’attività psichica contemplativa e osservatrice.

La osei frontale + y – (V e VI) genera il sistema motorio-combustivo e l’olfatto; stabilisce l’interelazione naturale tra:
– il movimento unidirezionale in avanti
– l’attività metabolica-respiratoria
– l’attività pichicapragmatica o efficace.

La osei laterale + y – (III e IV) promuove il sivtema digestivo-circolatorio e il gusto; stabilisce l’interelazione naturale tra:
– il movimiento destra-sinistra
– l’attività biologica assimilo-circolatoria
– l’attività psichica emozionale o mediatrice.

La osei rotatoria + y – (VII e VIII) dà impulso al sistema eliminatorio y all’udito; stabilisce la interrelazione naturale tra:
– il movimento rotatorio o di torsione
– l’attività biologica eliminitaria ed escretoria
– l’attività psichica competitiva o conclusiva.

La osei centrale + y – (IX e X) è principale nel sistema riproduttivo-connettivo e il tatto; stabilisce l’interelazione naturale tra:
– il movimento interno-esterno o multiradiale
– l’attività biologica di rigenerazione cellulare
– l’attività psichica affettiva o assoluta.

L’osei frontal + i – (V i VI) genera el sistema motor-combustiu i l’olfacte; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment unidireccional cap endavant
-l’activitat biològica metabòlico-respiratòria
-l’activitat psíquica pragmàtica o eficaç.

L’osei lateral + i – (III i IV) promou el sistema digestivo-circulatori i el gust; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment esquerra-dreta
-l’activitat biològica assimilocirculatòria
-l’activitat psíquica emocional o mediadora.

L’osei rotatòria + i – (VII i VIII) impulsa el sistema eliminatori i l’oïda; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment giratori o de torsió
-l’activitat biològica excretora
-l’activitat psíquica competitiva o conclusiva.

L’osei central + i – (IX i X) és la principal en el sistema reproductor-conjuntiu subjacent i en el tacte; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment interior-exterior o multiradial
-l’activitat biològica de regeneració cel·lular
-l’activitat psíquica afectiva o absoluta.

 

 

 

 

movimento ascendente, osei verticale

 

movimento unidireccionale avanti, osei frontale

 

 

 

movimento sinistra-destra, osei laterale

 

 

movimento di torsione, osei rotatoria

 

movimento dentro-fuori, osei centrale

                  vista anteriore   vista laterale sinistra   vista dall’alto

cinco-movimientos-cinco-oseis

 

cinco_dimensiones

 

 

L’azione dei los cinque movimenti o osei nella pelvi umana

pelvis5colores

Osei si traduce come reattività. Poiché questo termine è utilizzato in Fisica, Chimica e Psicologia con altri significati, per evitare confusione, manteniamo direttamente la parola giapponese. In giapponese non esiste il plurale.

la naturalezza umana, dimenticata

LA NATURALEZA UMANA, DIMENTICATA

 

Nello stesso modo in cui diventa evidente l’urgente necessità di un maggior rispetto per l’ambiente, reclamiamo una maggiore conoscenza e un maggior rispetto per la vita dell’organismo umano e della sua manifestazione spontanea.
Durante migliaia di anni, abbiamo accumulato molteplici e solide conoscenze sulla vita umana. Tuttavia:

mentre la cultura occidentale adottava una prospettiva analitica, perfezionando il sapere su ognuna delle attività dell’organismo, la cultura orientale non perdeva di vista la globalità dell’essere umano, senza preoccuparsi di distinguerle con precisione.

Entrambe le culture non hanno ancora chiarito come si stabilisce, nel nostro organismo, l’interrelazione tra le sue diverse attività energetiche: motorie, biologiche e psichiche.
D’altronde:
negli ultimi 50 anni, assistiamo all’uso di massa delle conoscenze della scienza occidentale in qualunque società, in tutte le culture e in qualsiasi luogo del pianeta. Anche se risulta straordinario per certi aspetti, allo stesso tempo, e mai come oggi, la naturalezza umana è stata così tanto oggetto di intervento e manipolazione.

In definitiva:
la Cultura Umana, occidentale e orientale, ci ha insegnato, in forme differenti, come dominare la nostra naturalezza, però non come comprendere la nostra manifestazione spontanea, espressione diretta della vita del nostro speciale organismo,

   
 
  • che ci ha fatto nascere, crescere e ci mantiene vivi con un’unione indivisibile tra psiche-soma, volontario-involontario, cosciente-non cosciente;
  • che ci ha permesso di apprendere e creare la cultura, iil progresso e la conoscenza, comunicando attraverso questi;
  • che è particolare in ognuno di noi;
  • che dà origine alla condotta umana, i suoi conflitti e la nostra vita-salute.

Non potendo disporre di parole adeguate per identificare l’interrelazione naturale e le diverse attività del nostro organismo, diventa difficile

  • percepire che il blocco-dissociazione è la principale causa interna della perdita della nostra salute
  • e sentire la necessità di risolverlo.

La cultura seitai ci offre alcune pratiche semplici e una nuova conoscenza sul nostro organismo, tanto fondamentali quanto rivoluzionarie, che ci permettono di aver cura e comprendere questa così tanto dimenticata naturalezza umana e apprendere dalla sua manifestazione.

K. Mamine

KATSUMI MAMINE MIWA

SEITAI DI BARCELONA

Katsumi Mamine Miwa (Tokyo 1944-Barcelonna 2020) ebbe l’enorme privilegio di apprendere direttamente da Haruchika Noguchi. Ha sviluppato l’attività seitai a Barcellona a partire dal 1972. Conobbe la cultura seitai negli anni della sua fondazione, collaborando attivamente con un gruppo di giovani appassionati all’approccio del maestro Noguchi, tra i quali si trovavano i suoi figli.

A partire dal vissuto delle pratiche e la riflessione sulle conoscenze che da queste derivano, sempre si meravigliò che qualcosa di così tanto semplice e fondamentale per la nostra vita non si insegnasse nelle scuole di tutto il mondo. Nello stesso tempo, nell’attenzione che dedicava a migliaia di persone, comprovava l’enorme validità della cultura seitai.

Vivendo questa esperienza personale e professionale, si domandava perché Haruchika Noguchi e il Seitai non fossero arrivati ad essere conosciuti ampiamente dalla cultura attuale: la prima difficoltà sta nel fatto che l’attività seitai si orienta al sapere empirico, che si origina nella pratica e nel vissuto esperienziale. Poiché risulta personale e soggettivo, diventa difficile trasmetterlo con precisione. Tuttavia, Noguchi si sforzò sempre di comunicare la prospettiva seitai e le sue scoperte innovative non solo ai suoi allievi, ma a tutta la società. Non poté risolvere questa difficoltà perché la lingua giapponese ha il vantaggio di essere molto elastica, però l’inconveniente di essere poco rigorosa. Durante quindici anni, Katsumi Mamine utilizzò le stesse espressioni del suo maestro, fino a rendersi conto che la loro traduzione diretta non poteva trasmettere l’autentica levatura delle sue idee e prospettive. Allo stesso tempo comprese che la cultura, orientale e occidentale, era carente dei termini appropriati per poter esprimere le scoperte di Noguchi.

Per creare nuovi concetti che permetteranno di comunicare non nitidezza la portata reale della cultura seitai, si rese conto che era opportuno confrontare le sue scoperte (in modo speciale la osei e lo schema osei) con le valide conoscenze sulla naturalezza umana che tanto la scienza attuale quanto la tradizionale medicina cinese hanno accumulato nel corso degli anni. In questo sito web, si presenta, per la prima volta, l’esposizione del Seitai che Katsumi Mamine ha elaborato nel corso di più di venticinque anni. Si tratta di una rinnovata esposizione della cultura seitai:

  • estremamente fedele, fino al più piccolo dettaglio, a quella originale del maestro Haruchika Noguchi;
  • con la coerenza necessaria affinché la sua scoperta possa convertirsi in una nuova eredità culturale per l’Umanità;
  • con la semplicità sufficiente affinché qualsiasi persona possa percepire e coltivare da se stessa il proprio movimento spontaneo e rispettare la sua originale ed irripetibile manifestazione.

Qualunque tema affronti,

la cultura seitai fa sempre affidamento sulle sue semplici pratiche di katsugen undo e yuki e di osservazione delle osei.

 

Il dojo centrale di Seitai Barcelona si trova in Avenida República Argentina nº 28, esc. dcha., pral. 1ª, 08023 Barcelona.

H. Noguchi

H. NOGUCHI

HARUCHIKA NOGUCHI E SEITAI KYOKAI

 

 

Già da molto giovane, Haruchika Noguchi fu un terapeuta tradizionale molto rispettato. Nacque nel 1912, in Giappone, l’unico paese Orientale che, per propria iniziativa, ha avviato una profonda europeizzazione della propria cultura e società, a partire dalla fine del secolo XIX. In questo contesto particolare, seppe combinare le moderne conoscenze occidentali con la millenaria saggezza orientale, grazie alla sua eccezionale capacità intuitiva di osservazione: nello stesso tempo in cui ideò le pratiche di katsugen undo e yuki, osservava come si manifesta il movimento spontaneo nella naturalezza umana, arrivando a scoprire, dopo due decadi di lavoro e di studio, la struttura che adotta il nostro organismo. Solo in quel momento – 1943-44 – creò la parola seitai (regolare o coordinare il corpo o organismo) e chiamò con questo nome tanto i suoi metodi quanto l’Associazione (“Mantenimento della salute con metodi naturali”), che diresse per svariati anni. Constatò così il singolare posto che il seitai ha a livello mondiale e all’interno della terapeutica tradizionale giapponese.

Anche se la maggior parte delle sue esposizioni fu orale e ristretta ad assunti della vita quotidiana, espresse le sue scoperte in alcuni piccoli libri, a metà degli anni 50:

Heiko yokyu no ni hoko   Le due direzioni del desiderio equilibratore
Gohoko no shigueki han osei   Le cinque dimensioni della capacità vitale di reazione agli stimoli
Ninguen no tankyu   Nuova investigazione sull’essere umano
E posteriormente:    
Taiundo no kozo   La struttura del movimento spontaneo

 

Facendosi strada intanto, la consapevolezza che il suo approccio e le sue scoperte non debbano rimanere ristrette al campo terapeutico, arrivò a realizzare qualcosa di inaudito: trasferire l’Associazione Terapia Seitai al campo culturale e adoperarsi in modo che venga riconosciuta dal Ministero di Scienza ed Educazione del Giappone fondando, nel 1956-57, la Società Giuridica Seitai (Shadan Hojin Seitai Kyokai).

Riassume la vita del maestro questo pensiero che definì con il concetto di “zensei”:

Il sonno profondo esiste solo per chi vive intensamente.

Esiste una morte serena solo per chi ha vissuto in questo modo.

Così visse (ad esempio, durante cinquant’anni, senza mai prendersi un giorno di riposo) e così morì nel 1976, coerente fino in fondo ai suoi insegnamenti.

 

L’eredità del maestro è cura dei suoi figli e discepoli nell’attuale Seitai Kyokai: www.seitai.org

cos´è il SEITAI

COS´È IL SEITAI

 

Coltivare il movimento spontaneo (lo stesso che ci ha fatto nascere, crescere e ci mantiene vivi) e osservare-comprendere-rispettare la sua manifestazione è il compito dell’attività culturale Seitai:

Grazie alle sue semplici pratiche, katsugen undo, yuki e gyoki, prestiamo attenzione diretta al nostro movimento spontaneo. E, senza aver il bisogno previo di conoscenze o la padronanza di tecniche specifiche, ci permette di recuperare la coordinazione naturale delle diverse attività cellulari del nostro organismo e l’associazione naturale tra cosciente e non cosciente.

Quando perdiamo seriamente questa coordinazione-associazione, appare l’infermità fisica e il disturbo psichico. Allora, le stesse pratiche ci fanno sentire come lo stancarsi della vitalità interna abbia prodotto un accumulo di tensione parziale eccessiva; e ci aiutano a risolverla, ristabilendo in questo modo la nostra vita-salute.
Dall’esperienza seitai, nascono domande e risposte essenziali per la comprensione della naturalezza umana:

Qual è la facoltà naturale che mantiene l’interrelazione tra le diverve attività energetiche dell’essere vivo: fisica, biologica e psichica? Il movimento spontaneo. Nel renderci conto di questa capacità, la chiamiamo osei. Comprende le osei + y – verticale, frontale, laterale, rotatoria e centrale, le cinque forme fondamentali di manifestazione della vita.

Quale struttura rende possibile questa interrelazione nell’essere vivo?
Lo schema osei. Ci mostra come le cinque osei organizzano la loro assoluta interdipendenza nella CVP (cranio, vertebre, pelvi), la struttura reggente della vita dell’organismo.

Che qualità speciale manifesta la osei nell’essere umano?
Il cosciente spontaneo, che sorge dalla CVP umana in associazione naturale con il non cosciente (la gran parte delle attività autonome cellulari). La sua base organica si radica grazie alla conversione energetica e all’equilibrio f-e cranico, che donano un’intensità e una qualità speciali alla nostra attività psichica.

Quale espressione particolare acquisisce in ogni individuo?
Il taiheki. La osei si manifesta in una forma originale e irripetibile in ogni persona, con il predominio ereditario di alcune.

In che modo possiamo coltivare la forza e l’unità delle della sua attività fisica, biologica e psichica, e l’associazione naturale tra cosciente e non cosciente, in accordo con la naturalezza particolare ad ogni individuo?
Mediante il katsugen undo,il yuki e il gyoki che facilitano la risoluzione della nostra particolare tensione parziale eccessiva, lo stancarsi interno della nostra vitalità, che si è andato accumulando nella nostra interiorità.

Cominciando ad osservare la nostra vita quotidiana con questi nuovi riferimenti, appare una nuova percezione di noi stessi, della comunicazione umana e della nostra vita-salute. Poiché questa prospettiva manca di precedenti nella cultura, entra in conflitto con molte credenze e idee preconcette che dirigono la nostra vita. Per esempio, crediamo di dirigere la nostra psiche, mente o coscienza in modo: “l’anima è immortale, mentre il corpo muore”; “la grandezza della mente va oltre il cosmo”; “conviene liberarla da ogni forma di condizionamenti”…
Queste credenze ci impediscono di percepire che è la psiche-mente-coscienza stessa a dirigerci, attraverso un’attivazione spontanea che nasce dallo stato concreto del nostro organismo.
Quando è la vitalità stessa a stancarsi manifestiamo nello stesso luogo il maggior problema dell’uomo, l’ossessione, rimanendo imprigionati da una precisa immaginazione sovraeccitata (odio, invidia, complesso, fobia, angustia, ansietà, depressione…), che si manifesta anche sotto forma di divturbi organici. A questo punto, a ben poco servono le credenze prima indicate per risolvere il problema, perché non povsono diminuire la tensione parziale eccessiva che hanno originato. A dispetto della loro semplicità, le pratiche seitai possono farlo perché mettono in comunicazione diretta con il movimento spontaneo

Queste nuove pratiche e questa nuova prospettiva furono esposte da Haruchika Noguchi, fondatore della cultura seitai.