la manifestazione spontanea inibita

LA MANIFESTAZIONE ESPONTANEA INHIBITA

 

La testa non funziona in modo autonomo, ma in accordo con le necessità vitali o lo stato concreto degli altri componenti della CVP, alla quale appartiene. La sua capacità di pensare riflette l’associazione naturale tra psiche e soma e tra cosciente e non cosciente. Per esempio, nasce in modo spontaneo e cosciente il desiderio di:

  • Pensare in solitudine, in un ambiente silenzioso, quando l’attivazione della testa è dovuta all’attività cellulare non cosciente dei neuroni;
  • camminare liberamente, senza essere disturbati, quando si attivano le spalle dovuto all’attività non cosciente delle cellule muscolari;
  • ridere, piangere, chiacchierare e comunicare con qualcuno, quando è stimolata la zona median del petto per l’attività non cosciente delle cellule che formano l’apparato digestivo e il sistema circolatorio;
  • occuparsi delle persone a noi vicine, per fare in modo che non manchi loro niente, quando entra forza nella regione della cintura per mezzo dell’azione non cosciente delle cellule che formano il sistema organico eliminatorio;
  • amare, condividere in modo viscerale, pensare unicamente alla famiglia o a qualcosa di assoluto, quando si chiude o si apre il bacino per mezzo dell’attività non cosciente delle cellule connettive del sistema riproduttivo.

Quando questi desideri naturali si vedono frustrati, si reprimono o inibiscono, le regioni della CVP che prima erano attivate, conoscono una tensione parziale eccessiva o TPE: l’attivazione, tensione A (autogena), delle diverse cellule-tessuti che originarono il desiderio, non possono più alternarsi con la loro specifica distensione. Se l’inibizione prosegue, questa TPE non si rilasserà né con il riposo né con il sonno e procederà all’indurimento dei tessuti e ad un’ accorciamento della respirazione petto-ventrale. Questo accade in relazione alla sovraeccitazione permanente di determinate zone cerebrali, unitamente all’ossessione della psiche corrispondente. La nostra salute ne risente.

Anche se hanno la loro importanza stanchezza o impatti fisici e psichici, tuttavia l’inibizione del desiderio vitale rimane la principale causa della TPE e della perdita della nostra salute.

Quando appaiono i disturbi e successivamente, le infermità, desideriamo curarci e ricorriamo alla medicina o anche alle terapie alternative. È il momento in cui dimentichiamo che siamo nati, cresciuti e siamo vivi grazie all’intelligenza e forza vitale del nostro organismo, lo stesso che genera la nostra manifestazione spontanea e soffre del suo blocco.

Poiché la cultura non ha ancora sufficientemente incontrato la manifestazione spontanea, non ha ancora potuto percepire che l’intenso “stancarsi” della forza vitale di ogni essere umano è la causa interna principale della perdita della salute. Poiché si investigano solamente le cause esterne delle malattie e i risultati vengono diffusi in massa dai mezzi di comunicazione, si è estesa l’idea che gli agenti patogeni esterni o le circostanze siano l’unica causa della perdita della salute.

Tuttavia, la realtà è che quotidianamente soffriamo gli effetti della TPE:

  • nella sua manifestazione fisica: eccessiva attività e fatica-debilitazione o indurimento di determinati cellule-tessuti, che implicano l’accumulazione di sostanze tossiche e la perdita dell’associazione naturale con altre cellule-tessuti dell’organismo;
  • nella sua manifestazione psichica: sovraeccitazione e ossessione di una determinata psiche, dovuta all’attivazione permanente di determinate zone cerebrali, relazionate con le cellule-tessuti e regioni della CVP che gli appartengono.

La tensione parziale eccessiva soggiace a molti fenomeni che si qualificano come infermità. Per renderci conto della TPE e percepirne il suo accumulo, risultano decisive le semplici pratiche di katsugen undo e yuki e le seguenti osservazioni.

Le difese spontanee della nostra naturalezza di fronte alla TPE

Il nostro organismo ci avvisa di un indebito accumulo di TPE (esige che il nostro cosciente, che si è dissociato dal non cosciente, lo percepisca) e lo diminuisce per mezzo di crampi, tosse, mucosità, singhiozzo, alterazioni cutanee, dolori diversi, vomito, diarrea, minzione non limpida, traspirazione maleodorante e, soprattutto, per mezzo del raffreddore. Queste “anomalie” consistono in uno spontaneo incremento dell’attivazione di determinate zone del nostro organismo per risolvere uno stato interno anomalo e preservare la salute. Si tratta del processo A (autonomo) della TPE.

D’altro lato, a mano a mano che la TPE va progredendo, raggiungendo distinti gradi, grazie all’interdipendenza vitale di tutte le componenti della CVP e delle cinque osei, distinte da quella che inizialmente la originò, il nostro organismo trasferisce la tensione eccessiva in altre zone e ad altre osei, per affrontarla e compensarla. Per esempio, noi conteniamo le emozioni ponendo forza nelle spalle; la stipsi è di tanto in tanto compensata dalla diarrea, il desiderio sessuale frustrato si allevia con la frequente minzione. Lo schema osei ci permette di riscoprire le distinte modalità di realizzare una difesa o un trasferimento della tensione eccessiva. Li chiameremo risorse naturali per affrontare la TPE.

Osservare il processo A della TPE e queste risorse naturali ci evidenzia che la nostra salute non consiste nella mera assenza di anormalità, quanto nella vigorosa capacità di poterle vivere e superare. L’accumulazione della TPE e l’azione del nostro organismo per risolverla è qualcosa che appartiene alla naturalezza umana.

 

respirazione pettoventrale

LA RESPIRAZIONE PETTOVENTRALE

 

Si forma intorno alle “molle” della colonna vertebrale, implicando un muscolo involontario in modo speciale, il diaframma, e un altro muscolo, essenzialmente volontario, il serrato posteriore.

La respirazione petto ventrale è spontanea ed è la massima organizzazione per la regolazione spontanea della coordinazione CVP che è fondamentalmente strutturata da un’associazione naturale tra:

– cosciente e non cosciente;
– movimento volontario e involontario;
– sistema nervoso autonomo neurovegetativo e centrale.

In questo modo si regola l’interdipendenza fisica e psichica di tutte le attività delle cinque osei + y –, riflettendo fedelmente lo stato della CVP e il grado di blocco della sua manifestazione spontanea. Per esempio, si tende ed accorcia di fronte ad una preoccupazione profonda; si rilassa ed approfondisce quando la stessa si risolve. Quando la respirazione sorge profondamente dal basso ventre e il petto si apre con naturalezza, la tranquillità psichica e la salute fisica si mantengono. La medicina tradizionale, occidentale o orientale, sa che gli infermi, tanto fisici come psichici, respirano male. Poiché l’attuale studio sull’organismo ci porta subito alla biochimica, alcuni affermano che, per la vita, la cosa più importante sia l’ossigeno. Dalla prospettiva osei, comprendiamo invece che è più decisivo il movimento dell’organismo per respirare; e, se questo manca, a ben poco servirà l’abbondante ossigeno della campagna o della montagna.

respiracion_pectoventral

L’ampiezza della respirazione pettoventrale esige la flessibilità del diaframma,
organizzato in relazione alla “molla” della cifolordosi della colonna vertebrale

 

 

L’ampiezza tra una vigorosa tensione e un profondo rilassamento è il fondamento della vita. Però si perde a causa della sovraeccitazione permanente di alcuni tessuti (sempre accompagnata dalla TPE della vertebra D7, livello medio del diaframma, dove confluiscono tutti i movimenti). La perdita di questa ampiezza respiratoria implica la perdita della salute fisica e psichica.

Abituata ad osservare da millenni lo stato dell’organismo in cui questa perdita si produce, la medicina cinese (assimilata in quella giapponese tradizionale) stabilì i quattordici meridiani (più sei aggiuntivi), chiamandoli “canali energetici ancestrali”, e li utilizzò come bave per la diagnosi e l’applicazione dei suoi diversi metodi curativi.

La scoperta dello schema osei ci rivela nitidamente in che cosa questi consistono.

I due ultimi meridiani, presenti solo nella CVP, sono di naturalezza medulare e statica:

• Il dorsale generale (13) è una parte della regione f-e medulare, osei verticale.
• Il ventrale generale (14) è una parte della regione circolare medulare, osei centrale.

Segnalano le zone delle due osei di struttura medulare della CVP e le loro rispettive attività biologiche: pianificatrice e di rigenerazione cellulare.

I meridiani 1-12, descritos presenti tanto nella CVP come nelle sue membra, sono di naturalezza periferica e dinamica:
• Lo yang luminoso della mano, yang luminoso del piede, yin oscuro della mano e lo yin oscuro del piede sono parte della regione bilaterale periferica, osei laterale.
• Il grande yang della mano, il gran yang del piede, il grande yin della mano e il grande yin del piede fanno parte della regione f-e periferica, osei frontale.
• Il piccolo yang della mano, il piccolo yang del piede, il piccolo yin della mano e il piccolo yin del piede sono parte della regione circolare, osei rotatoria.
Queste tre serie di quattro meridiani segnalano le zone delle osei della vtruttura periferica della CVP e le loro rispettive attività biologiche del forno vitale: assimilo-circolatoria, combustivo-respiratoria, escretoria.

 

Meridiani luminoso yang mano, luminoso yang piede, oscuro yin mano
e oscuro yin piede: una parte della regione bilaterale periferica, osei laterale

merianos_lateral

Lo schema osei ci rivela come i quattordici meridiani segnalino l’interconnessione esistente tra le zone dell’organismo che ciaVcuna osei ha generato e facilita la seguente relazione con le conoscenze occidentali:

Le recenti investigazioni scientifiche sullo sviluppo dell’embrione ci permettono di osservare l’apparizione dei cinque gruppi cellulari embrionari, corrispondenti alle cinque osei, e come l’azione di ognuna vada creando le differenti parti dell’organismo.

Lo sviluppo di ciascun gruppo cellulare embrionale si realizza seguendo rigorosamente quei canali energetici ancestrali e vitali che la saggezza cinese ha intuito da millenni. La medicina cinese inizia il suo lavoro curativo considerando che un qualche cortocircuito nella intercomunicazione vitale dei meridiani è il responsabile della perdita della salute e del blocco dell’ampiezza della respirazione pettoventrale. I suoi metodi curativi si applicano per risolvere questo cortocircuito e ripristinare la coordinazione adeguata e vitale.

La scoperta della osei e dello schema osei ci mostra che questo cortocircuito riflette la perdita di coordinazione CVP, causata dal blocco-dissociazione del suo movimento spontaneo.

psiche umana e il desiderio

LA PSICHE UMANA E IL DESIDERIO VITALE

 

La manifestazione della vita è una costante alternanza tra tensione e distensione. Quando questo movimento cessa, sopraggiunge la morte. Per rispondere alle necessità vitali, tanto interne come esterne, si attivano alcune osei, sempre in assoluta interdipendenza con le restanti. A questa attivazione naturale, autonoma e autogena, daremo il nome di tensione A. Si rilassa nel soddisfare la necessità vitale che la originò.

In qualunque specie dotata di CVP, la tensione A di una osei implica l’attivazione unificata e naturale del suo sistema organico, funzione biologica, serie di muscoli, zona cerebrale e specifica attività psichica. Quest’ultima è però singolare nell’essere umano. In un lontano passato la specie umana cominciò a costruire degli utensili, ponendo in evidenza l’apparizione del divampare del cosciente o coscienza.

Una delle conseguenze fu che l’energia vitale non venne più utilizzata per la sopravvivenza del momento, ma per incrementare la propria attività cerebrale e psichica; con tale intensità che gli uomini primitivi in un solo milione di anni triplicarono il volume del cervello.

Questo processo progressivo di conversione energetica fu accompagnato da un evento eccezionale e senza precedenti nell’evoluzione delle specie: la stabilità costituzionale della testa. La testa umana riposa in equilibrio da se stessa, in cima all’asse della CVP, grazie alla speciale formazione orizzontale del cranio con la prima vertebra cervicale, realizzata nel piano f-e. Fu completata con l’uomo sapiens sapiens, circa cinquantamila anni fa, insieme alla liberazione delle mani, la postura bipeda, la strutturazione circolare e orizzontale della pelvi e l’utilizzo di tre punti di appoggio della pianta dei piedi. Inglobiamo questo insieme di trasformazioni con il concetto di equilibrio f-e cranico.
Rappresentò il culmine di un processo evolutivo del sistema nervoso e del cervello, chiaramente apprezzabile nei vertebrati. Per la prima volta nella storia dell’evoluzione, l’attività cerebrale e psichica godettero di una chiarezza percettiva ed espressiva realmente unica e rivoluzionaria, che ha dato luogo all’apprendimento e alla cultura.

 

L’equilibrio f-e cranico

equilibrio_fe

Questa speciale attività psichica fa sì che la tensione A nell’essere umano sia intensa e complessa in paragone alle altre specie. La chiameremo desiderio vitale.

Il desiderio vitale è la complessa rappresentazione o espressione nella psiche dell’essere umano delle necessità vitali del suo organismo, della sua tensione A, canalizzata in una o un’altra osei, tanto nella sua modalità attiva (+) che passiva (–):

 

la tensione A verticale genera il desiderio di pensare
la tensione A frontale   il desiderio di agire
la tensione A laterale   il desiderio di comunicare
la tensione A rotatoria   il desiderio di lottare
la tensione A centrale   il desiderio di amare

 

 

 

 

A causa della totale interconnessione delle cinque osei:

Quando la tensione A si distribuisce nella osei verticale genera il desiderio di pensare; il desiderio di agire solo mentalmente; il desiderio di comunicare spiegando le cose; il desiderio di lottare con il raziocinio; il desiderio di amare la filosofia pura.

Quando la tensione A si distribuisce nella osei frontale genera il desiderio di agire; il desiderio di pensare come arrivare quanto prima ad una meta; il desiderio di comunicare mediante l’esito dei risultati; il desiderio di lottare attraverso l’efficacia delle azioni; il desiderio di amar sentire ciò che avanza.

Quando la tensione A si distribuisce nella osei laterale genera il desiderio di comunicare per mezzo di ciò che è gradevole; il desiderio di pensare a come partecipare a ciò che è di moda; il desiderio di agire per passarsela bene andando di qui o di là; il desiderio di lottare per mezzo della bellezza esterna; il desiderio di amare sentirsi accompagnato.

Quando la tensione A si distribuisce nella osei rotatoria genera il desiderio di lottare; il desiderio di pensare a come ampliare o difendere la proprietà; il desiderio di agire per vigilare ogni dettaglio della proprietà; il desiderio di comunicare mediante l’ostentazione del potere; il desiderio di amare sentire la grandezza della proprietà.

Quando la tensione A si distribuisce nella osei centrale genera il desiderio di amare; il desiderio di pensare a ogni membro della famiglia; il desiderio di agire secondo una vibrazione interna, che ci porti a sentire quella degli altri e quella universale; il desiderio di comunicare tanto con le persone quanto con le cose a partire dal nucleo del loro essere; il desidero di non lottare, quanto avere confidenza o odiare.

La manifestazione di ciascun desiderio vitale implica anche “quella di una intensa
      suscettibilità, preoccupazione e paura
derivanti dalla possibilità di una sua non realizzazione”, che sperimentiamo in determinate dimensioni della psiche spontanea.

cinque osei + e –

L’AZIONE DELLE CINQUE OSEI + Y – NELLA CVP

 

Quando la osei verticale + e – (I e II) agisce nella CVP, si attiva il sistema nervoso centrale con la sua attività biologica pianificatrice, l’espressione della psiche contemplativa e osservatrice e la realizzazione del movimento ascendente: nel tendersi, erge la CVP verso l’alto e leggermente in avanti, stirando il collo; nel rilassarsi, verso il basso e lievemente indietro, agendo fondamentalmente a partire da testa-collo e dalla cavità cranica.

La sensibilità si focalizza sulla dimensione verticale del mondo e capta (in forma attiva in + e passiva-introvertita in – ) l’altibasso dell’onda, lo spazio globale, il tempo lontano, e la maggior quantità e varietà possibile di informazioni. (Vedi figura sotto).

 

osei verticale

5oseis_vertical

tensióne distensione

Quando la osei frontale + e – (V e VI) agisce nella CVP, si attiva il sistema motorio-combustivo con la sua attività biologica metabolico-respiratoria, l’espressione della psiche pragmatica o efficace e la realizzazione del movimento unidirezionale in avanti: nel tendersi, pone in modo retto la CVP proiettandola in avanti e leggermente in alto, alzando le spalle: nel rilassarsi, indietro, abbassandole; agendo fondamentalmente a partire dalle spalle e dalla cavità pettorale.

La sensibilità si focalizza nella dimensione frontale del mondo e capta (in forma attiva-estrovertita in + e passiva-introvertita in – ) il ritmo di avanzamento dell’onda, lo spazio direzionale o lineare, il futuro immediato e il percorso più dritto, breve nel minor spazio possibile.

osei frontale

5oseis_frontal

tensione distensione

Quando la osei laterale + e – (III e IV) agisce nella CVP, si attiva il sistema digestivo-circolatorio con la sua attività biologica assimilo-circolatoria, l’espressione della psiche emozionale e mediatrice e la realizzazione del movimento destra-sinistra: nel tendersi, inclina la CVP su di un lato; si rilassa inclinandola nell’altro lato; agisce fondamentalmente a partire dalla zona media della schiena e della cavità addominale.

La sensibilità si focalizza nella dimensione laterale del mondo e capta (in forma attiva-estrovertita + e passiva-introvertita –) il timbro o l’armonico naturale dell’onda, spazio e tempo indefiniti relazionati a gusto e disgusto, la comunicazione-convivenza con gli altri, passarsela bene o male ed essere contento e animato o scontento e disanimato.

osei laterale

5oseis_lateral

tensione distensione

 

Quando la osei rotatoria + e – (VII e VIII) agisce nella CVP, si attiva il sistema eliminatorio con la sua attività biologica escretoria, l’espressione della psiche competitiva o conclusiva e la realizzazione del movimento di torsione (rotatorio). Nel tendersi, la CVP si torce da un lato; si rilassa detorcendosi dal lato opposto, agendo fondamentalmente a partire dalla cintura (giro vita) e dalla cavità urinaria.

La sensibilità si focalizza sulla dimensione rotatoria del mondo e capta (in forma attiva-estrovertita + e passiva-introvertita –) l’intensità variabile dell’onda, lo spazio-tempo prossimo, lo spazio vitale minimo o quello del proprio territorio, la pressione degli stimoli vicini e la necessità di resistere o difendersi di fronte a loro.

osei rotatoria

5oseis_rotatoria

tensione distensione

 

Quando la osei centrale + e – (IX e X) agisce nella CVP, si attiva il sistema riproduttivo con la sua attività biologica di rigenerazione cellulare, l’espressione della psiche affettiva e assoluta e la realizzazione del movimento intero-esteriore (multi radiale): nel tendersi, compatta la CVP verso il suo centro, verso il basso e leggermente avanti; si rilassa proiettandola verso l’esterno, in alto e leggermente indietro; agisce fondamentalmente a partire dai fianchi e dalla cavità pelvica.

La sensibilità si focalizza nella dimensione centrale del mondo e capta (in forma attiva-introvertita in + e passiva-estrovertita in –) la densità dell’onda, lo spazio e il tempo infiniti, l’interiorità del proprio essere e gli stimoli esterni che vi penetrano, la forza multiradiale e assoluta dell’unione con il nostro nucleo, gli altri esseri come bisognosi di aiuto vitale (l’esempio più rappresentativo sono i nostri figli), la vita e la morte.

 

osei centrale

5oseis_central

tensione distensione

Il predominio dell’attivazione di una o un’altra osei dipende dal momento e dalle circostanze. Per esempio, un mammifero alza il collo-testa per rispondere a qualcosa di molto lontano; pone retta e verso avanti la CVP per avanzare; muove lateralmente la CVP e si mostra contento; lotta contro un invasore con la forza di torsione della sua CVP; o compatta la CVP nel periodo degli amori.

Può dipendere anche dai diversi condizionamenti avuti durante la vita. L’influenza del condizionamento, nell’attivazione di una o un’altra osei, è maggiore nell’essere umano dovuta alla speciale capacità di apprendimento della naturalezza dell’uomo sapiens sapiens e al fatto che ognuno nasce con la predominanza di alcune osei, fenomeno che chiamiamo taiheki.

 

la percepcione dello spazio di ciascuna osei

 

 

 

osei verticale

 

 

 

 

 

osei frontale

 

 

 

 

 

 

osei laterale

 

 

 

 

 

osei rotatoria

 

 

 

 


osei centrale

cervol

la psiche che nasce nell’organismo

LA PSICHE CHE NASCE NELL’ORGANISMO

 

La psiche cellulare

È solo una settimana dopo la fecondazione che le migliaia di cellule che ha generato la cellula fecondata comincia a raggrupparsi in cinque tipi iniziali. Poiché corrispondono a ciascuna delle cinque osei, li denomineremo: cellule I-II, osei verticale; cellule V-VI, osei frontale; cellule III-IV, osei laterale; cellule VII-VIII, osei rotatoria; cellule IX-X, osei centrale.

Ogni gruppo cellulare embrionario, nei suoi molteplici e complessi spostamenti, dispiega il movimento della osei che gli ha dato origine e genera nuove cellule con cui creare i tessuti, le cavità e il sistema organico delle sue osei. Le associazioni cellulari mostrano un comportamento specifico, percezione, memoria e intelligenza che chiameremo psiche cellulare.

Le cellule I-II creano i neuroni del sistema nervoso, che si dedicano ad interpretare e coordinare distinte informazioni per elaborare una pianificazione generale. Hanno bisogno di prendere distanza dalle altre cellule per poter così captare le informazioni nella loro globalità, come da lontano. Si associano tra loro in uno stretto ordine gerarchico. Formano anche la vista, l’unico senso che percepisce gli stimoli senza bisogno di un contatto. Con il movimento ascendente che gli è proprio e la loro qualità medulare-statica, manifestano una psiche cellulare osservatrice, distante e gerarchica, che chiameremo psiche cellulare contemplativa.

Le cellule V-VI creano le cellule del sistema muscolare-locomotore e respiratorio, che si dedicano a localizzare la funzione combustiva o metabolica. Sanno bene che deve essere efficace e realizzata il prima possibile, trovando il cammino più veloce e più corto, unidirezionale: danno origine all’inserzione dei muscoli, precedenza fino all’arrivo alle vie respiratorie, senza nessuna deviazione. Mostrano un calcolo esatto e un uso spaziale efficace. Con il loro movimento unidirezionale in avanti e la qualità periferica-dinamica, manifestano una psiche cellulare unidirezionale, pratica e efficace, che denominiamo psiche cellulare pragmatica.

Le cellule III-IV creano le cellule del sistema assimilocircolatorio, che si dedicano a ripartire l’alimento a tutto l’organismo. Per questo, agiscono in base al gusto e si associano stabilendo una rete di intercomunicazione bilaterale che permetta di animare in ogni momento l’organismo. Non obbediscono né all’efficacia né all’ordine gerarchico ma allo stato di contentezza o discontento delle cellule. Sanno giocare il ruolo di mediatrici, mettendo in comunicazione una parte dell’organismo con un’altra. Con il loro movimento destra-sinistra e la loro qualità periferica-dinamica, manifestano una psiche cellulare gustativa, comunicativa e mediatrice, che chiameremo psiche cellulare emozionale.

Le cellule VII-VIII creano le cellule del sistema urinario, che realizzano la funzione eliminatoria. Sanno distinguere lo spazio o il proprio territorio, vigilando sulle sostanze nocive per l’organismo, rivedendo la selezione effettuata, espellendo l’invasore, regolando la pressione e le forze debite e indebite, purificando l’organismo e proteggendolo dai nemici. Con il loro movimento rotatorio e la loro qualità periferica-dinamica, manifestano una psiche cellulare combattiva, territoriale e conclusiva, che denominiamo psiche cellulare competitiva.

Le cellule IX-X creano le cellule del sistema riproduttivo, rigeneratore cellulare e connettivo soggiacente. L’intensa vitalità permette loro di captare tanto la vita quanto la morte per poter realizzare la rigenerazione cellulare. Sanno come stabilire contatti intercellulari multiradiali per unire le diverse parti dell’organismo, comunicare con le cellule da nucleo a nucleo, captare l’interiorità, e perpetuare la specie. Lo fanno con tranquillità, nascoste nei distinti tessuti, esprimendosi solo quando arriva il momento. Con il loro movimento cellulare multiradiale e la loro qualità medulare-statica, manifestano una psiche cellulare intima, profonda e assoluta, che denominiamo psiche cellulare affettiva.

La psiche

Nei vertebrati, la psiche delle cellule si interconnette al cervello e si riflette nelle attività delle distinte zone cerebrali, costituendo la psiche dell’organismo o dell’essere vivente.

Coordina ed esprime le necessità vitali interne ed esterne dei cinque grandi sistemi organici, attraverso il midollo spinale o i nervi rachidei (soprattutto per le informazioni interne) e i cinque sensi o i dodici nervi cranici (soprattutto per le informazioni esterne).

La psiche e la sua attività cerebrale non è qualcosa di indipendente dalle diverse attività dell’organismo, ma è loro intimamente correlata. È una delle attività della osei.

la scoperta dello schema osei

LA SCOPERTA DELLO SCHEMA OSEI

 

Stabilendo la assoluta interdipendenza delle sue azioni nella CVP, vengono alla luce altre caratteristiche essenziali di ciascuna osei:

Osei medulari-statiche e osei periferiche-dinamiche

La qualità medulare* caratterizza le osei verticale (I y II) e centrale (IX y X), che formano le cavità cranica e pelvica, unite da un asse. I loro movimenti sono statici: ci permettono di rimanre apparentemente immobili.
Invece, la qualità periferica è propria della osei frontale, (V y VI), laterale (III y IV) e rotatoria (VII y VIII), che formano, rispettivamente, le cavità pettorale, digestiva e urinaria, organizzate intorno alla struttura medulare della CVP, strutturando il “forno vitale dell’organismo. I suoi movimenti sono dinamici: ci permettono di spostarci nello spazio.

 

*(N.d.T.): medulare è un termine perduto della lingua italiana. In spagnolo è di uso corrente con il duplice significato di midollare e essenziale. E’ tuttavia di uso corrente, con la stessa doppia accezione, nella lingua Rumena, alla nostra, storicamente collegata.


Osei f-e, osei bilaterale e osei circolare

Le osei verticale e frontale agiscono nel piano f-e, flesso-estensore o antero-posteriore. La osei laterale opera nel plano bilaterale, perpendicolare al piano f-e. Le osei rotatoria e centrale funzionano con una percezione circolare, dal piano f-e al piano bilaterale e viceversa.

 

verde: plano f-e
rosso: plano bilaterale
ocra: sentito circulare
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pelvis3colores pies3colores

 

Le tre regioni della CVP

La osei definisce tre regioni nella CVP, in consonanza con il piano-percezione in cui si manifesta l’azione delle cinque osei:

La regione f-e, della osei verticale (f-e medulare e statica) e frontale (f-e periferica e dinamica), occupa “gli estremi cranico e caudale”,
nella CVP generale: testa e cavità pettorale-spalle, punta del coccige e testa dei femori; in ogni cifosi e lordosi della colonna: cervicai C1-C2 e C7, dorsali D1-D4 e D12, lumbari L1 e L5.

La región bilateral, della osei laterale (bilaterale periferica e dinamica), occupa “la zona media”,
nella CVP generale: cavità digestiva; in ogni cifosi e lordosi della colonna: cervicale C4, dorsali D6-D9, lombare L2.

La regione circolare, delle osei rotatoria (circulare periferica e dinamica) e centrale (circolare medulare e statica), occupa le “zone intermedie” tra gli estremi e la parte media, soprattutto la “zona penultima”,
nella CVP generale: cavità urinaria e pelvica; in ogni cifosi e lordosi della colonna: cervicali C3 e C5-C6, dorsali D5 e D10-D11, lombari L3-L4.

tres_regiones

A differenza di pesci e rettili, che si muovono principalmente nel piano bilaterale, i mammiferi e gli uccelli utilizzano principalmente il piano f-e. Questa differenza fu decisiva nel processo evolutivo delle specie perché permise a questi ultimi di sviluppare il cervello, facendo coincidere nel medesimo piano f-e, il proprio sistema nervoso (sempre avanti e alto in qualsiasi essere vivente) con il movimento generale della CVP. La colonna vertebrale è una delle manifestazioni culminanti di questa evoluzione: le sue decisive “molle” (cifosi e lordosi) sono definite principalmente in questo piano f-e. In questo modo, in ciascuna cifosi o lordosi (anche se qualsiasi articolazione vertebrale risponde a tutti i movimenti):

 
L’azione f-e è maggiore negli estremi cranici e caudali,
regione f-e (verde)

 

L’azione bilaterale può essere maggiore solo nella zona media, regione bilaterale (rosso)

 

L’azione circolare si realizza nelle zone intermedie
tra estremi e zona media, soprattutto la penultima zona (che ha la forza necessaria per costituire la base), regione circulare (ocra)

tienda_india

 

apofisis_espinosa3colors

La apofisi spinosa della vertebra segnala la regione che gli appartiene:

definiscono il piano f-e / evitano di definirlo / aspetto intermedio

 

Questa formazione della colonna vertebrale è completa nella cifosi dorsale e nella lordosi cervicale; è semplificata nella lordosi lombare.
La incontriamo anche nella struttura delle membra (o estremità) e definisce anche la formazione cerebrale. In definitiva, in qualsiasi zona dell’organismo, sempre si stanno riproducendo con esattezza le tre regioni della CVP generale.

 

Regione f-e
extremo cranico e extremo caudale o bulbo rachideo
Lobi encefalici frontale, parietale e occipitale, bulbo rachideo
e zona antero-superiore del mesencefalo;
nervi cranici 1º-3º y 10º-12º
  cerebro_verde
Regione bilaterale
parte media
Lobo encefalico insulare, zona limbica
e zona postero-inferiore del mesencefalo;
nervi cranici 4º y 5º
  cerebro_rojo
Regione circulare
zona penultima
Lobo encefalico temporale, cervelletto e protuberanza;
nervi cranici 6º-9º e parte del 5º

 

 

cerebro_ocre

 

Siamo di fronte ad una scoperta storica, opera di Haruchika Noguchi, riguardante:
• la struttura del movimento spontaneo o della osei,
configurata dalle cinque osei + y –, osei I-X;
• la struttura della interrelazione delle sue diverse attività negli esseri viventi.

Questa struttura, adattabile a qualsiasi realtà, sia essa fisica, biologica, psichica o sociale, costituisce un nuovo modello o paradigma universale che chiamiamo schema osei.

cvp, struttura vitale dell’organismo

LA CVP, LA STRUTTURA VITALE DELL’ORGANISMO

 

Lungo l’arco di evoluzione delle specie, ogni osei ha promosso la formazione di un grande sistema organico, con la sua corrispondente attività biologica, e la sua determinata attività psichica e corrispondente attività cerebrale. A livello embriologico accade la stessa cosa: ogni osei genera un tipo di cellule iniziali, che andranno a formare il proprio sistema organico specifico, unito alla sua attività biologica, e psiche corrispondente alla peculiarità delle sue associazioni cellulari.

Nell’organismo dell’essere umano e in quello dei vertebrati, l’assoluta interrelazione delle cinque osei, i suoi movimenti base, i suoi grandi sistemi organici, attività biologiche, psichiche e cerebrali, hanno creato una struttura reggente dell’organismo che denominiamo con la sigla CVP:

C di cranio, V di vertebre, P di pelvi.

La CVP integra in una totale interdipendenza le sue componenti seguenti (l’esistenza di qualsiasi di queste necessita delle altre ed esige la sua interconnessione):

  cavità zona centro del sistema osei
azurro craneal testa nervoso verticale
verde pectoral spalle motorio-combustivo frontale
rosso digestiva ventre digestivo-circolatorio laterale
ocra urinaria cintura eliminatorio rotatoria
violetto pélvica fianchi riproduttivo-connettivo centrale

cinco_dimensiones

 

cinco_cavidades

apofisis_espinosa

Poiché la cultura dispone solo dei concetti di testa e tronco e cervello e corpo, nasce l’idea che la testa regga il tronco e il cervello governi il corpo. Certamente il cervello (sistema nervoso) riflette e coordina le distinte attività cellulari dei differenti sistemi organici e della loro psiche cellulare, però non regge la vita dell’organismo.
Precisamente fu l’organismo delle distinte specie che, nel corso del processo evolutivo, promosse l’apparizione e lo sviluppo della testa e del cerebro. I suoi milioni di cellule, della sua testa-tronco-membra, stanno formando la CVP affinché rappresenti la sua vita.

Quando la CVP attiva ciascuno dei suoi cinque movimenti, si mobilizzano i muscoli propri di ciascuna osei, unitamente alle vertebre specifiche in ciascuna cifosi e lordosi dell’asse vertebrale; si attivano gli organi delle sue cavità e le zone corrispondenti del sistema nervoso e del cervello insieme alla psiche particolare di ogni osei; e, a veconda delle necessità evterne, utilizza adeguatamente le sue membra-estremità (braccia-mani e gambe-piedi nell’essere umano; zampe nei quadrupedi; ali e zampe negli uccelli; pinne nei pesci).

 

L’azione di ogni osei nella pelvi umana

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L’azione di ogni osei sulla pianta dei piedi

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La CVP è la rappresentanza del nostro organismo perché costituisce la sua massima organizzazione di tutte le associazioni cellulari ed è la struttura reggente della nostra vita implicando con una assoluta interdipendenza le sue cinque modalità di espressione e le sue cinque capacità di reazione, le cinque + y – (I-X).

il movimento spontaneo, la osei

IL MOVIMENTO ESPONTANEO, LA OSEI

 

Il nostro organismo non è un ammasso indifferenziato di cellule, tessuti e organi. È un essere vivo formato da un ordine rigoroso, frutto di un gigantesco processo evolutivo, con la capacità di reagire alle più diverse situazioni allo scopo di mantenere il proprio equilibrio vitale, adattandosi all’ambiente circostante e trasformandolo.
Risponde a queste necessità, tanto interne quanto esterne, come un’unità, perché le sue diverse attività sono totalmente e assolutamente interdipendenti.

Haruchika Noguchi scoprì che questa capacità di risposta dell’organismo come unità era il lavoro di 5 movimenti in + e in – universali, tanto in tensione come in distensione, che agiscono nelle diverse attività energetiche (motorie, biologiche e psichiche) dell’essere vivente e che danno origine al movimento spontaneo.

Questa capacità naturale di reagire mediante l’assoluta interrelazione delle diverve attività, la chiameremo osei, che comprende que comprende cinque osei + y –, le modalità di manifestazione della vita (vedi figura sotto):

La osei verticale + y – (osei I y II) è fondamentale nel sistema nervoso e la vista; stabilisce la interrelazione naturale tra:
– il movimento ascendente
– l’attività biologica pianificatrice
– l’attività psichica contemplativa e osservatrice.

La osei frontale + y – (V e VI) genera il sistema motorio-combustivo e l’olfatto; stabilisce l’interelazione naturale tra:
– il movimento unidirezionale in avanti
– l’attività metabolica-respiratoria
– l’attività pichicapragmatica o efficace.

La osei laterale + y – (III e IV) promuove il sivtema digestivo-circolatorio e il gusto; stabilisce l’interelazione naturale tra:
– il movimiento destra-sinistra
– l’attività biologica assimilo-circolatoria
– l’attività psichica emozionale o mediatrice.

La osei rotatoria + y – (VII e VIII) dà impulso al sistema eliminatorio y all’udito; stabilisce la interrelazione naturale tra:
– il movimento rotatorio o di torsione
– l’attività biologica eliminitaria ed escretoria
– l’attività psichica competitiva o conclusiva.

La osei centrale + y – (IX e X) è principale nel sistema riproduttivo-connettivo e il tatto; stabilisce l’interelazione naturale tra:
– il movimento interno-esterno o multiradiale
– l’attività biologica di rigenerazione cellulare
– l’attività psichica affettiva o assoluta.

L’osei frontal + i – (V i VI) genera el sistema motor-combustiu i l’olfacte; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment unidireccional cap endavant
-l’activitat biològica metabòlico-respiratòria
-l’activitat psíquica pragmàtica o eficaç.

L’osei lateral + i – (III i IV) promou el sistema digestivo-circulatori i el gust; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment esquerra-dreta
-l’activitat biològica assimilocirculatòria
-l’activitat psíquica emocional o mediadora.

L’osei rotatòria + i – (VII i VIII) impulsa el sistema eliminatori i l’oïda; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment giratori o de torsió
-l’activitat biològica excretora
-l’activitat psíquica competitiva o conclusiva.

L’osei central + i – (IX i X) és la principal en el sistema reproductor-conjuntiu subjacent i en el tacte; estableix la interrelació natural entre:
-el moviment interior-exterior o multiradial
-l’activitat biològica de regeneració cel·lular
-l’activitat psíquica afectiva o absoluta.

 

 

 

 

movimento ascendente, osei verticale

 

movimento unidireccionale avanti, osei frontale

 

 

 

movimento sinistra-destra, osei laterale

 

 

movimento di torsione, osei rotatoria

 

movimento dentro-fuori, osei centrale

                  vista anteriore   vista laterale sinistra   vista dall’alto

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L’azione dei los cinque movimenti o osei nella pelvi umana

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Osei si traduce come reattività. Poiché questo termine è utilizzato in Fisica, Chimica e Psicologia con altri significati, per evitare confusione, manteniamo direttamente la parola giapponese. In giapponese non esiste il plurale.

la naturalezza umana, dimenticata

LA NATURALEZA UMANA, DIMENTICATA

 

Nello stesso modo in cui diventa evidente l’urgente necessità di un maggior rispetto per l’ambiente, reclamiamo una maggiore conoscenza e un maggior rispetto per la vita dell’organismo umano e della sua manifestazione spontanea.
Durante migliaia di anni, abbiamo accumulato molteplici e solide conoscenze sulla vita umana. Tuttavia:

mentre la cultura occidentale adottava una prospettiva analitica, perfezionando il sapere su ognuna delle attività dell’organismo, la cultura orientale non perdeva di vista la globalità dell’essere umano, senza preoccuparsi di distinguerle con precisione.

Entrambe le culture non hanno ancora chiarito come si stabilisce, nel nostro organismo, l’interrelazione tra le sue diverse attività energetiche: motorie, biologiche e psichiche.
D’altronde:
negli ultimi 50 anni, assistiamo all’uso di massa delle conoscenze della scienza occidentale in qualunque società, in tutte le culture e in qualsiasi luogo del pianeta. Anche se risulta straordinario per certi aspetti, allo stesso tempo, e mai come oggi, la naturalezza umana è stata così tanto oggetto di intervento e manipolazione.

In definitiva:
la Cultura Umana, occidentale e orientale, ci ha insegnato, in forme differenti, come dominare la nostra naturalezza, però non come comprendere la nostra manifestazione spontanea, espressione diretta della vita del nostro speciale organismo,

   
 
  • che ci ha fatto nascere, crescere e ci mantiene vivi con un’unione indivisibile tra psiche-soma, volontario-involontario, cosciente-non cosciente;
  • che ci ha permesso di apprendere e creare la cultura, iil progresso e la conoscenza, comunicando attraverso questi;
  • che è particolare in ognuno di noi;
  • che dà origine alla condotta umana, i suoi conflitti e la nostra vita-salute.

Non potendo disporre di parole adeguate per identificare l’interrelazione naturale e le diverse attività del nostro organismo, diventa difficile

  • percepire che il blocco-dissociazione è la principale causa interna della perdita della nostra salute
  • e sentire la necessità di risolverlo.

La cultura seitai ci offre alcune pratiche semplici e una nuova conoscenza sul nostro organismo, tanto fondamentali quanto rivoluzionarie, che ci permettono di aver cura e comprendere questa così tanto dimenticata naturalezza umana e apprendere dalla sua manifestazione.

K. Mamine

KATSUMI MAMINE MIWA

 

Katsumi Mamine Miwa (Tokyo 1944-Barcelonna 2020) ebbe l’enorme privilegio di apprendere direttamente da Haruchika Noguchi. Ha sviluppato l’attività seitai a Barcellona a partire dal 1972. Conobbe la cultura seitai negli anni della sua fondazione, collaborando attivamente con un gruppo di giovani appassionati all’approccio del maestro Noguchi, tra i quali si trovavano i suoi figli.

A partire dal vissuto delle pratiche e la riflessione sulle conoscenze che da queste derivano, sempre si meravigliò che qualcosa di così tanto semplice e fondamentale per la nostra vita non si insegnasse nelle scuole di tutto il mondo. Nello stesso tempo, nell’attenzione che dedicava a migliaia di persone, comprovava l’enorme validità della cultura seitai.

Vivendo questa esperienza personale e professionale, si domandava perché Haruchika Noguchi e il Seitai non fossero arrivati ad essere conosciuti ampiamente dalla cultura attuale: la prima difficoltà sta nel fatto che l’attività seitai si orienta al sapere empirico, che si origina nella pratica e nel vissuto esperienziale. Poiché risulta personale e soggettivo, diventa difficile trasmetterlo con precisione. Tuttavia, Noguchi si sforzò sempre di comunicare la prospettiva seitai e le sue scoperte innovative non solo ai suoi allievi, ma a tutta la società. Non poté risolvere questa difficoltà perché la lingua giapponese ha il vantaggio di essere molto elastica, però l’inconveniente di essere poco rigorosa. Durante quindici anni, Katsumi Mamine utilizzò le stesse espressioni del suo maestro, fino a rendersi conto che la loro traduzione diretta non poteva trasmettere l’autentica levatura delle sue idee e prospettive. Allo stesso tempo comprese che la cultura, orientale e occidentale, era carente dei termini appropriati per poter esprimere le scoperte di Noguchi.

Per creare nuovi concetti che permetteranno di comunicare non nitidezza la portata reale della cultura seitai, si rese conto che era opportuno confrontare le sue scoperte (in modo speciale la osei e lo schema osei) con le valide conoscenze sulla naturalezza umana che tanto la scienza attuale quanto la tradizionale medicina cinese hanno accumulato nel corso degli anni. In questo sito web, si presenta, per la prima volta, l’esposizione del Seitai che Katsumi Mamine ha elaborato nel corso di più di venticinque anni. Si tratta di una rinnovata esposizione della cultura seitai:

  • estremamente fedele, fino al più piccolo dettaglio, a quella originale del maestro Haruchika Noguchi;
  • con la coerenza necessaria affinché la sua scoperta possa convertirsi in una nuova eredità culturale per l’Umanità;
  • con la semplicità sufficiente affinché qualsiasi persona possa percepire e coltivare da se stessa il proprio movimento spontaneo e rispettare la sua originale ed irripetibile manifestazione.

Qualunque tema affronti,

la cultura seitai fa sempre affidamento sulle sue semplici pratiche di katsugen undo e yuki e di osservazione delle osei.